Post produzione fotografica: sì o no?

Uno degli argomenti più dibattuti di sempre: la post produzione nella fotografia è necessaria o snatura una foto? C’è chi brandisce alta la spada della foto più vicina alla realtà possibile, e chi, d’altra parte, reputa la post produzione un passaggio fondamentale e obbligatorio. Ti basta entrare in un qualsiasi forum fotografico per trovare una discussione in merito. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza insieme. Partiamo da una base: a cosa serve la post produzione? In seguito andiamo a capire quando e come utilizzarla.

Post produzione fotografica: cos’è?

La post produzione fotografica è quel processo di miglioria o modifica di una fotografia. Oggi si usano software appositi, come Photoshop, Lightroom, Capture One. Questi sono alcuni degli strumenti disponibili, ma con una piccola ricerca online ne puoi trovare svariati altri. A questo punto una domanda che sorge spontanea è: ma prima dell’avvento del digitale, si post produceva? E se sì, come?

La prima post produzione fotografica

Qui entriamo subito nel merito del nostro articolo. Molti fotografi credono che una foto non debba essere ritoccata in alcun modo, perché i veri fotografi, quelli che hanno fatto la storia, riuscivano a produrre scatti perfetti dal solo uso della macchina fotografica. Sarà vero? Scopriamolo insieme.

Pellicole fotografiche

Prima dell’avvento del digitale si usavano le pellicole fotografiche. La fotografia poi veniva sviluppata in camera oscura. Ma partiamo dall’inizio. Esistevano pellicole fotografiche molto diverse tra loro, esempio Fuji Provia, Astia, Velvia, ecc. 


Ogni pellicola fotografica aveva rese cromatiche diverse e peculiarità riguardo grana, contrasti ecc. Il fotografo quindi sceglie la giusta pellicola in base allo scatto che voleva ottenere, o in base allo stile che il fotografo aveva. Già qui dovresti aver capito che i puristi della fotografia non sono mai esistiti. Proprio perché era fisicamente impossibile lavorare con strumenti neutri.


Secondo step: la camera oscura. La fotografia prende forma e diventava visibile grazie alla camera oscura. E in camera oscura, forse questo ti sorprenderà, si post produceva. Puoi vedere 2 esempi, di scatti famosi, in fondo all’articolo.

I file digitali sono neutri?

Arrivati a questo punto abbiamo chiaro che la post produzione fotografica è sempre esistita. Ora però dobbiamo fare un’ulteriore specifica. Di sicuro ti è capitato di sentire uno o più fotografi dire che non post producono, che la foto per loro deve essere più vicina alla realtà possibile: ma quale realtà?


Negli anni gli strumenti dei fotografi sono cambiati innumerevoli volte. Nonostante questo le pellicole fotografiche hanno qualcosa in comune ai file digitali elaborati dalle moderne macchine fotografiche. Se non sei alle prime armi di sicuro l’hai notato anche tu. Basta cambiare macchina, obiettivo, marca della macchina e lo scatto che ottieni è sempre diverso.


In particolar modo se ti è capitato di passare da Nikon a Canon, o da Canon a Sony ecc. Sai che ogni marca ha rese cromatiche e particolarità diverse. Come appunto avveniva per le pellicole fotografiche. Quindi quando si tratta di rappresentare la realtà ci dobbiamo ricordare che la realtà, attraverso la macchina fotografica, è sempre relativa.

Raw vs Jpeg nella post produzione fotografica

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la differenza sostanziale tra file RAW e file JPEG. Il file Raw è un file grezzo, in poche parole, che deve essere poi elaborato con dei software di ritocco fotografico. Il file Jpeg, invece, è un file già elaborato dalla macchina fotografica. Questo, in poche parole, vuol dire che se scegli di scattare in Jpeg, la post produzione non la fai tu, ma la fa la macchina fotografica.


Più andiamo avanti in questo articolo più ti rendi conto anche tu che la post produzione è un elemento imprescindibile nella fotografia. L’altra domanda da porsi ora è: quando la post produzione è eccessiva?

Post produzione per diversi scopi

La fotografia è un atto personale, anche quando si tratta di fotografia documentaristica è il fotografo a decidere cosa imprimere e cosa no. Tutto ciò dipende dalla sensibilità della singola persona. Piccola parentesi: la fotografia documentaristica non prevede post produzione manuale, il lavoro che ottieni dipende dalla macchina fotografica e dall’obiettivo. Questo almeno se vuoi essere pubblicato sulle riviste del settore.


Fatta questa piccola premessa, anche la post produzione è personale. La fotografia è un’arte. Ogni fotografo è un artista. Ogni artista ha emozioni, visioni e scopi diversi. Per questo non c’è un vero limite alla tecnica della post produzione. Ogni persona è libera di lavorare uno scatto come e quanto vuole. L’importante è sempre far in modo che il lavoro finito sia armonioso e privo di errori grossolani.


Conclusione: post produzione fotografica sì o no?

La risposta già ce l’hai, grazie alla lettura di questo articolo. Per noi è sempre un grande sì, la post produzione è necessaria per rendere uno scatto unico e personale. Quando lavoriamo con modelle e modelli ogni fotografia è diversa, perché i soggetti stessi sono persone uniche e speciali. Per questo i software di fotoritocco sono essenziali per far emergere la personalità dei soggetti ritratti


Hai la libertà totale di post produrre le tue foto come e quanto vuoi, senza sentirti in colpa. Non stai tradendo il mondo della fotografia, te lo assicuro. Anzi, stai apportando la tua particolare visione e la tua firma in un mondo artistico che viene continuamente arricchito. Qui sotto ti lascio alcuni esempi di foto post prodotte da noi, oltre agli esempi di post produzione da camera oscura di cui ti avevo parlato all’inizio.


P.s. Hai appena iniziato a mettere mano ai programmi di fotoritocco o vuoi acquisire nuove abilità? Organizziamo corsi di post produzione per principianti e non.

Contattaci per avere maggiori informazioni. Puoi richiedere il corso individuale di post produzione o richiedere una sessione di scatti, con una modella professionista, in più al corso di post produzione.

Foto 1 e 2 camera oscura
 


Foto 3 e 4 post produzione classica e post produzione creativa

 

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Post produzione fotografica: sì o no?

Guida alla fotografia del 2022


Stai iniziando il tuo viaggio nel fantastico mondo della fotografia e  stai cercando di capire da dove iniziare. Bene, oggi condivido con te delle informazioni importanti. Questa è una guida alla fotografia pensata per chi si sta affacciando a questa avventura. Prima di perdere la testa tra i settaggi della macchina fotografica è utile partire dalle basi. Quindi scopriamo insieme cos’è la fotografia, i vari stili esistenti e cosa serve per iniziare. Alla fine di questo articolo avrai le idee più chiare e saprai da dove partire.


Cos’è la fotografia

La fotografia è un processo che permette di catturare la luce tramite una macchina fotografica. Grazie al sensore digitale, oggi, si riesce così a creare un’immagine. L'etimologia della parola [fotografia] deriva da due parole greche: luce (φῶς, phṑs) e grafia (γραφή, graphḕ). Quindi fotografia può essere tradotto in modo semplice in scrittura di luce.


Il mondo della fotografia è vario e ampio. Le sfaccettature lo trasformano in arte, in documentazione storica, in fantasia… Siccome gli scopi sono diversi, così lo sono anche gli usi. Il modo con cui ognuno interagisce con la macchina fotografica è di conseguenza unico e personale. Per questo il significato intimo di fotografia può variare da persona a persona senza che ci sia un giusto e uno sbagliato.

La nascita della fotografia

Partiamo da un po’ di storia, per comprendere i diversi passaggi di questa professione o hobby. La fotografia nasce nel 1826 grazie a Joseph Nicéphore Niépce. Fu infatti lui il primo a scattare. L’intenzione di Niépce però non era di fare arte, lui era un inventore. Ed è proprio grazie alla sua invenzione che oggi la fotografia è una parte integrante della vita di ognuno di noi.


A sinistra: Vista dalla finestra di le Gras A destra: La piastra della prima foto, un’eliografia di Nicéphore Niépce, rielaborazione





Altri inventori e artisti hanno poi in seguito sperimentato raggiungendo nuove scoperte. All’inizio, per esempio, venivano usate lastre di metallo nei processi fotografici. Solo in seguito, grazie allo scienziato Fox Talbot, si sviluppa un nuovo metodo. Viene inventato il Calotype Process, un processo cioè che utilizzava carta sensibile alla luce per imprimere le immagini.


Le fotografie dapprima erano monocromatiche. Si deve aspettare fino al 1888 per i primi colori, quando George Eastman e Henty A. Strong debuttano con Kodachrome. Si tratta di un film che rivoluziona l’arte della fotografia, rendendola addirittura accessibile alle persone comuni. La fotografia artistica però diventa famosa grazie all’invenzione del rullino, e ciò avviene grazie a un movimento artistico che parte dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti.


Inoltre in pochi sanno che il progetto della prima fotocamera reflex portatile risale al 1685. Ben prima dell’invenzione della fotografia! Fu il tedesco Johann Zahn a immaginarla. La prima fotocamera al mondo che fosse abbastanza piccola da essere portata ovunque. Questa però vede la luce solo un secolo e mezzo dopo. 

Stili fotografici

Dopo aver indagato sulla storia e la nascita, è arrivato il momento di parlare degli stili fotografici indispensabili in questa guida alla fotografia. Perché come puoi iniziare, se prima non sai quale genere scegliere? Ogni genere ha soggetti diversi e segue tecniche diverse, un principiante si può dilettare quindi in differenti modi. Di seguito ecco alcuni tra gli stili più popolari.


Se sei all’inizio della tua avventura il consiglio è quello di sceglierne un paio e iniziare a conoscerli. Saltare di continuo da uno stile all’altro infatti può risultare snervante, e potresti credere di non essere portato per la fotografia. Questo perché, nonostante la fotografia sia divertente, richiede anche studio, allenamento e continue prove.

Fotografia di paesaggio o Landscape

La fotografia paesaggistica si concentra sulla natura. Che sia inverno, estate, autunno o primavera poca è importante. Uno stesso paesaggio può regalare emozioni nuove e assumere aspetti diversi  in base alle condizioni esterne. Di sicuro questo è uno degli stili più economici con il quale poter partire perché ciò che cerchi può essere a due passi da casa tua. E, appunto, la natura è gratis.


Fotografia di strada o Street

La fotografia di strada è tra le più interessanti e anche difficili. Si tratta di scattare osservando la vita quotidiana delle persone nei luoghi pubblici. Per questo genere fotografico la pazienza è un elemento di fondamentale importanza. Inoltre bisogna allenarsi a osservare per poter catturare istanti mai più ripetibili.

Fotografia macro

La fotografia macro è quel genere che riprende soggetti piccoli da una distanza ravvicinata. Servono obiettivi specifici per poter fare macrofotografia, perché un’immagine macro deriva dall’ingrandimento di un soggetto più grande del suo rapporto 1:1. In questo modo è possibile fotografare dettagli che a occhio nudo non sono visibili. I soggetti più comuni sono gli insetti o i fiori.

Fotografia di animali

La fotografia di animali è ottima per chi vuole iniziare fotografando i propri amici a quattro zampe, oppure basta anche recarsi in un parco faunistico. Pazienza e tempo sono parole d’ordine. In particolar modo quando speri di ottenere una composizione e devi attendere che l’animale in questione esaudisca i tuoi desideri.


Fotografia Newborn

Nella fotografia newborn la sicurezza è l’elemento principale. Ciò perché i soggetti ritratti sono i neonati, entro i 15/20 giorni di vita. I bambini durante i primi giorni di vita riescono a regalare espressioni che mai più si ripeteranno. Si tratta di un genere che regala soddisfazioni enormi, sia al fotografo sia ai neo-genitori.

Fotogiornalismo

Il fotogiornalismo permette di raccontare la storia o un evento degno di nota. Questo stile fotografico deve essere realistico, non ci sarà poi post produzione o abbellimento. Per riuscire in questo genere puoi partecipare a eventi programmati e cercare di catturare momenti che non lo sono. Un buon lavoro poi riesce ad essere pubblicato su riviste e giornali.

Fotografia Wildlife

La fotografia naturalistica è una delle più difficili, ma anche essa può regalare fantastiche soddisfazioni. A differenza della fotografia di animali, la fotografia wildlife si esegue recandosi nelle aree in cui la fauna selvatica vive. Per questo potresti dover aspettare intere ore prima che qualche animale si faccia vedere.


 

Fotografia di moda

La fotografia di moda è quella che vediamo su riviste e magazine online. L’obiettivo è di valorizzare l’abbigliamento, gli oggetti in scena, così da renderli desiderabili per il possibile consumatore. Un genere fotografico che offre molte possibilità e anche creatività. La comunicazione con il team è importante. Non ci sarai solo tu ma anche stilisti, direttori creativi e modelli e modelle a contribuire a un unico scatto.

Fotografia Still Life

La fotografia Still Life ha come soggetti oggetti inanimati o creati dall’uomo. Questo genere fotografico può essere artistico o commerciale e quindi essere adatto alla fotografia di stock e di pubblicità. Importanti sono la scelta degli oggetti, la disposizione e l’illuminazione per ottenere un lavoro eccezionale.

Astrofotografia

L’astrofotografia è quel genere che va dalla fotografia di stelle, satelliti e pianeti fino alla classica Via Lattea. Tutto dipende dall’attrezzatura che hai. Più il tuo obiettivo è potente più puoi spingerti verso la galassia e oltre. E magari fotografare un buco nero grazie a un telescopio potentissimo.

Fotografia ritrattistica

La fotografia ritrattistica è tra gli stili più comuni. L’obiettivo è quello di catturare la personalità o valorizzare esteticamente la persona ritratta. In questo genere fotografico si può sperimentare moltissimo. Si possono effettuare ritratti di famiglia, ritratti di anziani, ritratti di coppia o di modelle e modelli. Inoltre con la post produzione puoi giocare molto.


 

Fotografia di viaggio

Ritratti, paesaggi, foto di strada e notturna: tutto vale quando si tratta di viaggio. L’obiettivo è documentare un luogo attraverso la fotografia. Un esempio che ha portato questo genere alla fama è Steve McCurry.

Fotografia Urbex

La fotografia Urbex, o urbana, mira a fotografare luoghi abbandonati. Un tipo di fotografia divertente ed emozionante per i posti che si visitano. La ricerca qui è essenziale, prima ancora di poter scattare devi trovare luoghi che valgano la pena di essere fotografati.

Fotografia di matrimonio

La fotografia di matrimonio include tutto ciò che ruota attorno al matrimonio. Quindi sì il giorno del matrimonio, ma anche fotografia di coppia prima e video ricordo del giorno più importante per gli sposi.

Bianco e nero

La fotografia in bianco e nero è un genere molto ampio. Lo scopo è catturare una scena e poi lavorarla togliendo i colori. Le fotografie in questione possono essere ritratti, paesaggi, architettura e qualsiasi cosa tu voglia riprendere. Le forme e le linee giocano un ruolo importante in questo stile, per non parlare poi della luce.


 

Fotografia Food

Si tratta di un’area di nicchia della fotografia still life che merita una menzione a parte. Qui ci si concentra sul cibo, gli ingredienti, l’impiattamento e i colori per rendere un piatto classico e abituale in una foto che faccia venire l’acquolina in bocca.

Fotografia composta

In questo genere fotografico entriamo anche nel settore della manipolazione delle immagini. Quindi non solo c’è fotografia, ma anche l’uso sapiente dei software di fotoritocco. Un genere fotografico molto difficile e che richiede anche studio. Ogni elemento che si inserisce in un’immagine deve essere armonioso con tutto il resto.


 

Fotografia tra realtà e fantasia

Come abbiamo visto ci sono diversi generi fotografici, e uno stesso genere può avere stili unici anche in base all’occhio soggettivo del fotografo. Un’altra cosa è chiara: la fotografia spazia dalla realtà alla fantasia. Tutto dipende dal desiderio soggettivo di ognuno di noi.


La fotografia può documentare ed essere più vicina alla realtà possibile, o raccontare scene immaginarie e fantastiche. Di conseguenza l’obiettivo è diverso. Se con un genere educhiamo e documentiamo con l’altro intratteniamo e facciamo sognare. La scelta sta in questo caso sta a te.


 

Serve una macchina fotografica costosa?

La guida alla fotografia per principianti sta giungendo al termine, ma di sicuro ora ti stai chiedendo se ti serva una macchina fotografica costosa per iniziare. Oggi alcuni telefonini regalano belle fotografie, ma tutto dipende dal livello che tu vuoi raggiungere.


Per esempio se vuoi fotografare scene in movimento, tipiche della fotografia sportiva, una macchina fotografica è necessaria per ottenere scatti nitidi e precisi. Se invece, al contrario, vuoi scattare solo per avere foto ricordo da pubblicare sui Social ti basta un telefonino con una decente fotocamera. 


Con una macchina fotografica, inoltre, puoi modificare le foto che fai in modo accurato con software specifici e ottenere risultati strabilianti. Con un telefono invece puoi limitarti a modificare i settaggi comuni come luminosità, contrasto e saturazione. Quindi prima di chiederti se ti serva una macchina fotografica oppure no, chiediti perché vuoi fotografare e quali obiettivi vuoi raggiungere


P.S. Tutte le foto che hai visto nell’articolo sono scattate con macchine fotografiche professionali.

Conclusioni

Ora di sicuro hai fatto un po’ di chiarezza e sai quale genere fotografico ti ispira di più. Se hai quindi capito che ti serve una macchina fotografica per il genere che hai scelto, ora ti serve comprendere come utilizzarla.


Proprio per questo puoi prendere parte a uno dei nostri corsi o richiedere una lezione individuale. Facciamo anche corsi di post-produzione, così che tu possa imparare come rendere le tue foto eccezionali: non solo uso della macchina fotografica quindi, ma anche composizione e creatività..


 

Hai bisogno di informazioni?

Per qualsiasi informazione, non esitare a contattarci!

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Guida alla fotografia del 2022

10 ERRORI COMUNI NELLA POST PRODUZIONE


Ogni fotografo si è scontrato con i più comuni errori della post-produzione. Per fortuna l’esperienza insegna e migliora l’occhio. È facile perdersi nei meandri dei software per ritocco delle immagini. Soprattutto agli inizi. Complica tutto la moltitudine di strade possibili per ottenere un unico risultato. In questo articolo quindi ti mostro i 10 errori più comuni della post-produzione. Presta attenzione a ognuno di essi, così le tue foto possono migliorare da subito.


1- Pelle troppo liscia


Nei ritratti il primo errore in cui si incappa è un’eccessiva lavorazione sulla pelle. Potresti pensare che una pelle liscia renda la foto più bella. In verità questo rende il tuo scatto finto e poco vicino alla realtà. Ricordati che l’incarnato deve essere omogeneo. I difetti possono essere tolti, ma la texture della pelle deve essere visibile.


2- Occhi alieni


Gli occhi vanno sempre valorizzati in post-produzione. Puoi aumentare la saturazione e schiarire la cornea, ma attento all'esagerazione. L’effetto deve comunque risultare naturale. L’effetto sbagliato è di solito una modella con gli occhi alieni. Mantieni il tuo soggetto umano.


3- Tono della pelle arancione


La pelle nei ritratti è proprio il tallone d’Achille di ogni fotografo. La maggior parte delle macchine fotografiche tende a restituire un incarnato aranciato. La pelle deve essere il più vicina possibile alla realtà. In parecchi casi la macchina fotografica restituisce un buon risultato. Quando però si aumenta la saturazione si aumenta anche quella dell’incarnato. Dovresti fare ogni modifica in modo selettivo.


4- Saturazione esagerata


Come per il tono della pelle la saturazione può diventare un problema. Il file RAW restituito dalla fotocamera deve essere lavorato. Alzare la saturazione rende lo scatto vivo, i colori si accendono e ciò è gradevole all’occhio. Purtroppo all’inizio si ha poca coscienza di quando darsi un limite. Alza sì la saturazione, ma attento a non creare situazioni e colorazioni irreali. Lavora in modo selettivo anche in questo caso. Concentrati solo sugli elementi ai quali vuoi dare importanza.


5- Nitidezza eccessiva


A tutti piacciono foto a fuoco e nitide. Se lo scatto originale è sfuocato alzando la nitidezza non raggiungi l’obiettivo sperato. Scegli una foto che sia già a fuoco e lavora su quella. Come per la saturazione anche la nitidezza deve essere applicata in modo selettivo. Se desideri alzarla in tutta la foto fallo di poco. 


6- Aloni nelle foto


Questo è davvero un errore comune nelle prime post-produzioni. Tutti i fotografi ci sono passati. Gli aloni, di solito attorno al soggetto, si creano quando si applica il filtro radiale senza accuratezza. Impara a usare le maschere per evitare questo effetto sgradevole. Oppure applica una transizione graduale in modo tale da rendere l’effetto armonioso.


7- Vignettatura eccessiva


La vignettatura è un elemento importante nella fotografia. Aiuta a guidare l’occhio dell’osservatore e a rendere lo scatto di immediata fruizione. L’errore più comune di post-produzione a riguardo sta nell’eccessiva vignettatura. Questa infatti deve essere delicata. L’osservatore esterno a primo sguardo non si deve accorgere che c’è. Considera questo: la vignettatura non deve sembrare una cornice.


8- Riduzione eccessiva del rumore


Ti capita sicuramente di avere scatti rumorosi. Soprattutto all'inizio se usi una macchina fotografica entry level. Ridurre il rumore in post-produzione si può fare. Tieni a mente che però un po’ di questo lo puoi lasciare, la grana in una foto può essere gradevole. Evita di eliminare tutto il rumore. Altrimenti il risultato è quello di avere una foto piallata e priva di spessore.


9 – Eccessivo contrasto


Come per la saturazione il contrasto deve essere applicato con coscienza. Lo so che vuoi creare una foto d’impatto. Puoi pensare che aumentare il contrasto sia la soluzione ottimale. Purtroppo è molto semplice sbagliare ed esagerare. Il contrasto va applicato con parsimonia. Un contrasto troppo netto rischia di disturbare l’occhio che osserva.


10- Scattare in JPEG


A qualcuno può sembrare scontato scattare in RAW, ma a qualcun altro no. Per poter lavorare in modo ottimale la tua fotografia è necessario che tu abbia il formato RAW. Il formato JPEG è già elaborato dalla macchina fotografica. Una volta compresso perdi tutte le informazioni importanti del tuo scatto. Il RAW invece è il file grezzo. Inizia a lavorare usando quest’ultimo. Ti sorprenderai con l’esperienza nello scoprire quante modifiche puoi fare. 


Complimenti per essere arrivato fino alla fine. Questi sono i 10 errori più comuni nella post-produzione quando si è agli inizi. Con l’esperienza l’occhio si allena a riconoscere quando un effetto è eccessivo. Fino a quel momento il consiglio che ti do è il seguente. In comune quasi tutti gli errori hanno il “troppo”. Quando pensi di aver ottenuto un buon risultato fai un passo indietro. Diminuisci l’opacità, di conseguenza diminuisci gli effetti che hai applicato. Vedrai che i tuoi lavori saranno armoniosi e piacevoli.

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10 ERRORI COMUNI NELLA POST PRODUZIONE
 

Ci sono uomini e donne che si sono distinti più di altri. Vale anche per il mondo della fotografia. In questa lista trovi 10 fotografi che hanno fatto la storia. Grandi artisti che hanno influenzato le generazioni a venire. Anche se, lo ammetto, è difficile sceglierne solo 10. Se sei un novizio ti consiglio di studiare le loro opere e lasciarti ispirare. Ogni fotografo ha qualcosa da insegnare e con il tempo e l’esperienza potrai insegnare anche tu a chi si avvicina alla fotografia.

1. Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson è stato un pioniere del fotogiornalismo. È stato definito l’occhio del secolo, fondatore della filosofia del momento decisivo. L’occasione improvvisa che si allinea con le forme circostanti è il segreto della sua creatività. Ogni suo scatto nasce da qualcosa di irripetibile e unico. Oltre a questo è famoso per aver ripreso personaggi famosi, tra i quali Coco Chanel, M. L. King e Henri Matisse. Henri Cartier-Bresson è stato il primo fotografo della storia a esporre al Musée du Louvre a Parigi. 


“La fotografia è una mannaia che coglie nell'eternità l'istante che l'ha abbagliata.” - Henri Cartier-Bresson


 

2. Sebastião Salgado

Fotografo dalla grande sensibilità che negli anni ha contrapposto bellezza e distruzione. Ha sempre scattato in bianco e nero, è considerato infatti un maestro di questo stile. I suoi scatti sono a volte umani, a volte alieni. I paesaggi di sfondo spesso sembrano appartenere ad altri mondi. Salgado si avvicina al mondo della fotografia in tarda età in seguito a un viaggio missionario. Da quel momento le sue opere diventano denunce sociali. I suoi scatti infatti evidenziano situazioni scottanti e disagiate. Per lui la fotografia è un mezzo per dipingere il mondo e rappresentarlo nella sua totalità. 


“Quando fotografo io respiro la fatica dell’uomo, i suoi ritmi, le sue angosce. Ma anche le sue speranze.” - Sebastião Salgado

3. Dorothea Lange

Ritrarre gli invisibili della società Americana è stato il suo scopo. È stata una pioniera documentarista e fotoreporter della Grande depressione. Inarrestabile donna che utilizzò la sua fotografia per mostrare al mondo i più deboli. Rappresentò la disoccupazione, la povertà, la fame e la paura. Dorothea Lange si è contraddistinta grazie alle sue opere potenti e dal forte carico emotivo. La sua opera più nota è Migrant Mother (1963) che ritrae una donna povera insieme ai figli. Lo sguardo della madre è forte e deciso. Ciò ha reso la sua opera una delle più significative nella storia della fotografia.


“La fotocamera è uno strumento che insegna alle persone come vedere senza fotocamera.” - Dorothea Lange

4. Ansel Adams

Ansel Adams ha visto la sua fama grazie agli scatti in bianco e nero dei parchi nazionali americani. Ancora oggi è strano pensare a una foto di paesaggio che non sia dominata dai colori. Adams però scelse di esaltare le forme, le linee e gli scorci delle bellezze naturali. Le sue opere sono a tratti oniriche e cariche di drammaticità. Per lui la fotografia è uno strumento per esprimere il mondo interiore di ognuno. è conosciuto inoltre per essere l’Inventore della tecnica del sistema zonale.


“Molti ritengono che le mie immagini rientrino nella categoria delle foto realistiche, mentre di fatto quanto offrono di reale risiede solo nella precisione dell'immagine ottica; i loro valori sono invece decisamente distaccati dalla realtà." - Ansel Adams


5. Margaret Bourke-White

La prima corrispondente di guerra donna è stata lei. È anche prima fotoreporter donna della rivista Life. I suoi lavori più conosciuti sono: le tempeste di fuoco a Mosca e il rilascio dei prigionieri dei campi di concentramento. La sua carriera da fotografa iniziò all’età di vent'anni nell’ambito industriale. Nei suoi primi lavori si può notare una stretta relazione con la pittura cubista. Era solita sovrapporre piani, geometrie astratte e usare la bidimensionalità.


“Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perchè, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po’ speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto.” - Margaret Bourke-White


 

6. Steve McCurry

Non esiste al mondo fotografo o aspirante tale che non lo conosca. Anche gli avulsi alla fotografia conoscono la sua opera più famosa: il celebre ritratto della ragazza afghana. Steve McCurry è un altro di quei fotografi ad aver documentato la guerra. Ogni suo scatto è riconoscibile. I soggetti stanchi della violenza subita mostrano forza e dignità. È in assoluto uno dei fotografi più famosi al mondo. Era inevitabile quindi nominarlo tra i 10 fotografi che hanno fatto la storia. Le sue regole di composizione vengono tutt’ora imitate.


“Non cerco mai di abbellire o di romanzare una fotografia, la cosa più importante è raccontare la storia nel modo migliore possibile.” - Steve McCurry

7. Robert Doisneau

Inizia a scattare in giovane età, a soli 17 anni. Robert Doisneau vede la sua fortuna grazie alla rivista Life. Questa gli chiese di documentare la vita dei giovani finita la Seconda Guerra Mondiale. È proprio in questo frangente che vede la luce il suo più grande capolavoro: Il bacio dell’Hotel de Ville. Un’opera che diventa l’emblema del Dopoguerra e una delle foto più riprodotte di sempre. 


“Io non fotografo la vita reale, ma la vita che mi piacerebbe che fosse.” - Robert Doisneau


8. Irving Penn

Irving Penn si distinse nel mondo della fotografia grazie a uno stile tra il classico e l’unico. È stato in grado di fondare uno stile fotografico all’avanguardia mettendo il soggetto in forte contrasto con lo sfondo. Quando era giovane sognava di fare il pittore. A 25 anni infatti lascia il lavoro e parte per il Messico con questo obiettivo. Si innamora dei paesaggi del Sud America e lì si avvicina alla fotografia. Probabilmente fu il destino.


“Se fotografi per gli altri, non verrà mai fuori la tua essenza, finirai per fare cose che hanno fatto tutti, solo perché sai che piacciono.” - Irving Penn


9. Elliott Erwitt

Elliott Erwitt come Henri Cartier-Bresson è un amante dell’istante perfetto. Il suo stile però si differenzia grazie all’uso dell’ironia. Ama infatti immortalare scene bizzarre e assurde. Il suo stile riesce a essere ironico, intelligente e umoristico. Fu influenzato dall’incontro di fotografi famosi come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker. Ma è solo grazie all’agenzia Magnum Photos che riesce ad avere un’alta visibilità. Il suo più celebre scatto è The Bulldog Lady e non a caso. I cani sono i suoi soggetti preferiti. Ha pubblicato 4 libri contenenti opere a tema canino scattate durante la sua carriera.


“La fotografia è tutta qui: far vedere a un’altra persona quel che non può vedere perché è lontana, o distratta, mentre tu invece sei stato fortunato e hai visto.” - Elliott Erwitt


10. Franco Fontana

Il maestro del colore per eccellenza. Mi è sembrato doveroso inserire una personalità tutta a colori in questa lista dominata dal bianco e nero. Franco Fontana è in assoluto il fotografo italiano più conosciuto al mondo. Durante la sua lunga carriera ha sperimentato con vari soggetti e tecniche. Dal paesaggio alla pubblicità, dalla moda al nudo. Le sue opere sono veri e propri pezzi d’arte. L’uso del colore e della profondità di campo invitano l’osservatore a reinventare la realtà


"Per me la fotografia rimane sempre un pretesto: è una parte di te stesso che va a testimoniare il tuo mondo, che sia un paesaggio o un essere umano.” - Franco Fontana



Ecco quindi i 10 fotografi che hanno fatto la storia. Questa lista è stata redatta seguendo scelte personali. È impossibile racchiudere tutti i fotografi e le fotografe che meritano di essere ricordati. Ma è un buon punto di partenza se sei agli inizi della tua avventura nel mondo della fotografia. Studia e curiosa ogni giorno. Scoprirai così sempre nuovi fotografi ai quali poterti ispirare e dai quali imparare. C’è un artista in particolare che avresti inserito nella lista?

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10 fotografi che hanno fatto la storia

SERVIZIO FOTOGRAFICO NEONATI

 

L'hai aspettato per nove mesi, e ora finalmente eccolo qui. Uno scricciolino piccolo e profumato che dorme tra le tue braccia. Ma il tempo vola. In un attimo starà seduto da solo, poi camminerà e dirà le prime parole. Per questo tante neomamme approfittano del nostro servizio fotografico neonati. Per immortalare in modo indelebile i primi giorni di vita. Newborn significa letteralmente "nuovi nati". Questo tipo di fotografia infatti viene effettuato entro i primi 15 giorni di vita, periodo in cui le fasi di sonno sono profonde e continuative.

Servizio fotografico neonati: l'emozione dei primi giorni

Sono sempre di più le mamme che scoprono i servizi fotografici newborn. Questi diventano vera e propria arte. Le pose più classiche sono quelle fetali, quando il bambino è raggomitolato e assume espressioni serafiche e tenere. Per poter permettere tutto ciò però è necessario garantire il benessere del piccolo durante il tempo di scatto. La temperatura della stanza deve essere calda e l'ambiente circostante abbastanza silenzioso. Quando il neonato è tranquillo e rilassato anche la mamma lo è. Solo dopo questo momento si può iniziare a scattare.

Il servizio fotografico neonati è complesso e delicato, per questo è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista e noleggiare uno studio fotografico adatto anche per neonati. Il nostro studio fotografico garantisce tutti i comfort necessari per mettere a proprio agio la famiglia appena formatasi. La presenza della mamma è il primo importante elemento per garantire la tranquillità del bambino, e della mamma che giustamente non vorrà mai perdere d'occhio il suo piccolo. Il servizio fotografico neonati così creato si trasforma in un momento unico nel percorso dei neo-genitori. Le emozioni di questo momento sono irripetibili. Le espressioni del piccolo nei primi giorni di vita sono uniche. Il nostro obiettivo è quello di offrirti un ricordo di questa esperienza da tenere per sempre nel cuore.

La cura è in ogni dettaglio

Un servizio fotografico neonati può durare dalle 2 alle 4 ore. Dipende molto dal comportamento del piccolo. Se dorme con tranquillità ci vuole meno tempo, ma preferiamo sempre non correre o avere fretta. Parte di questo tempo può essere necessario per cambiare il bambino, allattarlo, e coccolarlo. Il tempo del noleggio dello studio è a completa disposizione di piccolo e mamma! Durante il servizio fotografico neonati si usano diversi accessori, come il beanbang (una sorta di pouf imbottito) su cui viene adagiato il piccolo, ceste e coperte. Porta tutto il fotografo, i genitori si devono solo godere l'esperienza. Non ci sono pericoli. Ogni accessorio, così come lo studio, è pulito e disinfettato e quando il fotografo agisce lo fa con cognizione di causa. Mamma e piccolo si devono sentire come a casa durante tutto il percorso fotografico.

Ogni piccolo dettaglio del nostro servizio fotografico neonati è a misura di neonato e neomamma!



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SERVIZIO FOTOGRAFICO NEONATI

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