Come iniziare a fotografare: 10 consigli per fotografi principianti pt.2

Eccoci con la seconda parte dei consigli per fotografi principianti che vogliono capire come sfruttare al meglio la fotografia per creare lavori eccezionali. Se ti sei perso la prima parte la puoi recuperare qui, come iniziare a fotografare: 10 consigli per fotografi principianti pt.1Se invece hai già letto il primo articolo, non perdiamo altro tempo ed entriamo subito nel vivo del discorso.

Con questi altri 10 consigli sei in grado di porre delle solide basi per migliorare le tue abilità fotografiche già esistenti. La fotografia è un percorso artistico che richiede esperienza, esercitazione, apprendimento e tanti errori. Bisogna sempre essere aperti nel riconoscere e imparare dagli scatti sbagliati, è l’unica strada possibile per arrivare davvero all’eccellenza.

 
10 consigli per iniziare a fotografare come un professionista - Pt2

Impugna la fotocamera in modo corretto

Può sembrare un consiglio banale, eppure ti assicuro che non lo è per nulla. Il primo errore che in studio vediamo spesso fare ai fotografi alle prime armi è una scorretta impugnatura della macchina fotografica. Oltre a essere causa di fotografie mosse, micro mosse o sfocate è deleterio anche per il fisico. Immagina di dover scattare per 3 ore consecutive, se la posizione di mani, braccia e spalle è scorretta alla fine della giornata ti ritrovi pieno di dolori e indolenzimenti.

Quindi ricordati di tenere la macchina fotografica sempre con 2 mani. Il lato destro tienilo con la mano destra, la sfrutterai comodamente per raggiungere tutti i comandi della macchina fotografica. Mentre la mano sinistra è posizionata sotto l’obiettivo, soprattutto quando si tratta di una lente importante, oppure sotto la macchina fotografica se hai una lente piccola e leggera. Così sostieni il peso della fotocamera e dopo ore di scatti sei ancora abbastanza agile e fresco per continuare a far nascere fotografie.



Scatta in RAW

Quando si è all’inizio dell’avventura fotografica per comodità si tende a scattare in JPEG. Ciò che però devi tenere a mente è che così facendo è la tua fotocamera a decidere come verrà il risultato finale. Scattando in RAW invece, ossia in file grezzo, sei tu che hai il pieno controllo della fotografia che hai fatto.

Infatti il formato RAW ti permette di giocare con elementi come luminosità, saturazione, contrasto, correggere la temperatura del colore in fase di post-produzione, fino ad arrivare a post-produzioni più impegnative e creative. Inoltre la qualità di una fotografia in RAW è senza dubbio migliore rispetto al JPEG.

Impara la post-produzione (o il fotoritocco)

Come anticipato prima, scattare in RAW ti permette di lavorare con un tocco di personalità i tuoi lavori. La foto in formato RAW necessita di un minimo di elaborazione prima di poter essere pubblicata sui social o nel tuo portfolio. Ciò vuol dire che imparare le basi del fotoritocco è un passaggio necessario. 

Sul mercato hai a disposizione molti software appositi. I fotografi professionisti usano programmi come Adobe Photoshop o Lightroom. Imparare a post-produrre all’inizio sembra molto complicato perché i software ti mettono a disposizione numerosi strumenti per liberare la tua creatività e la tua fantasia.

Comprendere come postprodurre, quali sono le basi, quali gli errori da evitare può quindi crearti confusione inizialmente. Per conoscere subito i 10 errori più comuni leggi l’articolo: 10 errori comuni nella post-produzione. Se sei interessato invece a imparare a utilizzare Photoshop o Lightroom puoi sempre richiedere delle lezioni individuali presso il nostro studio fotografico. Ti basta semplicemente scriverci un messaggio per richiedere informazioni qui: contatti.

Studia il triangolo di esposizione

Sembra molto complicato, ma è più semplice di quel che immagini. Il triangolo dell'esposizione si riferisce ai 3 elementi più importanti quando scatti: ISO, diaframma e tempo di scatto. Nonostante tu sia un fotografo principiante dovresti imparare al più presto a scattare in manuale. Ciò significa essere in grado di bilanciare i 3 elementi detti sopra per ottenere lavori nitidi e luminosi.

Come puoi vedere nel grafico qui sotto il triangolo dell'esposizione è ciò che ti permette di lavorare in modo specifico, sul risultato che vuoi ottenere, già in fase di scatto. Se sei interessato a saperne di più ne parleremo in un articolo apposito.


Impara a usare le priorità diaframma e otturatore

La priorità diaframma (A o Av) e la modalità priorità otturatore (S o Tv) sono 2 modalità molto utili se ancora non ti senti pronto a gestire la fotografia in modalità manuale, ma vuoi comunque avere un minimo di controllo per allontanarti dalla modalità automatica. Inoltre ti tornano molto utili in caso tu debba scattare per molto tempo in ambienti totalmente diversi per luminosità o se la scena richiede una velocità di scatto alta.

Anche in questo caso se sei interessato a saperne di più ne parleremo in modo approfondito in un articolo a parte.

Non temere gli alti ISO

Se hai chiacchierato con qualche fotografo professionista, o hai fatto un giro in qualche forum di fotografia di sicuro ti sei trovato di fronte alla seguente dichiarazione: bisogna scattare a ISO bassi per avere foto pulite.

ISO molto alti di solito generano ciò che in gergo viene chiamato “rumore”. Ossia la foto assume un aspetto sporco, pieno di grana. In linea di massima è vero che una foto pulita è più piacevole di una foto rumorosa. Ma lascia che ricordi che sei all’inizio del tuo percorso in quanto fotografo principiante. Quindi: meglio avere uno scatto nitido con un po ' di rumore piuttosto che nessuno scatto per paura di aumentare gli ISO.

Inoltre in post-produzione il cosiddetto rumore si può togliere con un po’ di pazienza. O si può anche lasciare e aggiungere un’ulteriore grana alla fotografia così che assuma un aspetto anticato o vintage. Dipenderà dal tuo stile. Oltre a questo ci sono altri trucchi del mestiere in fase di scatto per ridurre al minimo l’effetto sporco se proprio non ti piace.

Se vuoi saperne di più scrivici per prenotare una o più lezioni di fotografia individuali qui: contatti.

Comprendi la regola dei terzi

La regola dei terzi si basa sulla concezione che una fotografia è più interessante e bilanciata quando non perfettamente centrata. Immagina una griglia posizionata sopra la tua foto, 2 linee verticali e 2 linee orizzontali dividono l’immagine in 9 sezioni uguali. Per seguire la regola dei terzi, per esempio scattando un ritratto, invece di posizionare il soggetto al centro della griglia lo posizionerai lungo una delle 4 linee o nei punti in cui le linee si incontrano.

Se possiedi una macchina fotografica abbastanza recente dovresti avere la possibilità di attivare la griglia dei terzi, così da aiutarti a comporre al meglio la tua fotografia. Ricordati inoltre che le regole si possono sempre infrangere, ma tieni anche a mente che i più grandi fotografi prima di rompere gli schemi imparano a gestire le tecniche e gli strumenti.

Metti sempre gli occhi a fuoco

Un altro banale errore che molti fotografi principianti fanno all’inizio è il non mettere a fuoco gli occhi. Se stai scattando con una modella è importante che focalizzi la tua attenzione prima sul viso e in particolare sugli occhi. Sono una delle parti in assoluto più importanti in un ritratto fotografico. Se infatti hai creato una bellissima composizione e hai in mente uno scatto originale, ma gli occhi della modella non sono a fuoco è il caso di cestinare lo scatto.

Scatta al mattino presto o alla sera

Che tu voglia scattare all’aperto e fare landscape o ritratti 2 elementi preziosi della giornata sono la mattina presto e la sera. L’illuminazione infatti ha la capacità di rendere uno scatto meraviglioso o scadente ma questi due momenti della giornata ti possono regalare ottime soddisfazioni con poco sforzo.

Sentirai spesso parlare della golden hour: l’ora d’oro. Avviene proprio o appena dopo il sorgere del sole o appena prima del tramontare del sole. In questi due momenti della giornata la luce è calda e morbida e ti aiuta a creare delle fotografie avvolgenti e d’impatto.

Sii selettivo

Ogni volta che torni a casa dopo aver passato una giornata ricca di fotografie tieni a mente che non tutte saranno da salvare. Ogni fotografo, che sia principiante o esperto e talentuoso, ottiene degli scatti mediocri. Per accrescere sempre di più le tue capacità di fotografia è bene che ti abitui a non affezionarti a ogni tuo scatto e conservare e post-produrre solo i migliori.

In altre parole dall’essere selettivo impari anche a scattare tanto. Cerca di evitare l’errore di fare un paio di fotografie e convincerti di aver ottenuto il massimo. Al contrario scatta più che puoi perché il 90% delle foto che avrai finiranno nel cestino. Ciò non vuol dire che sei poco talentuoso o capace, fanno così anche i fotografi professionisti.

BONUS: impara dai tuoi errori

Ottenere foto scure o troppo chiare (in gergo sottoesposte o sovraesposte), mal composte, sfocate può essere scoraggiante. Ogni fotografo, però, anche il migliore che ti possa venire in mente, prima di essere riconosciuto come talentuoso o geniale ha attraversato miriadi e miriadi di foto fatte male. Il consiglio che dovresti far tuo è: impara dai tuoi errori.

Riconosci se una fotografia è sbagliata o è venuta male e prima di cancellarla analizzala. Osserva ciò che non va bene e cosa quindi la prossima volta dovrai migliorare. Dalla semplice osservazione degli scatti sbagliati imparerai più di quanto immagini. A volte potrebbe essere un semplice errore di settaggio della macchina fotografica, altre volte potresti trovarti a valutare prospettive e punti di vista differenti. Solo in questo modo un giorno sarai riuscito a raggiungere un tuo personale stile e diventare riconoscibile agli occhi di chiunque.

Vuoi portare la tua fotografia a un altro livello? O semplicemente imparare una volta per tutte le regole e i settaggi da tenere in considerazione in fase di scatto? Scrivici usando il modulo qui sotto, organizziamo lezioni individuali alla portata di tutti.

 

 

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Modelsharing: cos’è e quali vantaggi ha rispetto al Workshop

Modelsharing: cos’è e quali vantaggi ha rispetto al Workshop

Cos’è il Modelsharing e perché è diverso dal Workshop?

In ambito fotografico spesso modelsharing e workshop fotografico vengono confusi. Eppure i due sono molto differenti. Il modelsharing consiste nel condividere lo studio e la modella con altri fotografi al fine di fare pratica scattando o per aggiornare il proprio portfolio fotografico. Di solito è destinato a fotografi che hanno voglia di mettersi in gioco e creare nuovi lavori a un prezzo contenuto.


Il workshop fotografico invece è un’immersione nella tecnica e nello stile del Master che lo tiene. L’intera giornata, durante un workshop fotografico, è destinata a un unico obiettivo: ottenere lo scatto, o gli scatti, che il Master ha pensato per i fotografi in relazione anche a un certo tipo di post-produzione che l’insegnante stesso mostrerà a fine giornata. Di solito è destinato a persone che hanno maggiore esperienza e che vogliono imparare nuove tecniche e stili senza badare a spese.

Come funziona il Modelsharing?

Il modelsharing ha un funzionamento molto semplice. Chi lo organizza si occupa di prenotare lo studio o la location, di impostare le luci professionali per ottenere gli scatti migliori e di contattare la modella che posa. Nel nostro studio, inoltre, il modelsharing è disponibile a pochi fotografi alla volta, e invece di una modella di solito ne scegliamo due.


La scelta specifica deriva dal desiderio di evitare la confusione e la disorganizzazione tipica di altri workshop sul mercato. Quando un modelsharing è reso disponibile a troppi fotografi, questi si pesteranno i piedi smaniosi di scattare senza rispettare la precedenza altrui. Causando anche al contempo confusione nella modella che fisicamente non può ascoltare più richieste in contemporanea.


Organizzando l’evento per un numero limitato di fotografi ognuno ha il giusto tempo per comunicare e organizzare lo scatto, a livello di posa, con la modella, nella totale tranquillità. E così è per ogni fotografo che prende parte al modelsharing. La decisione di organizzarli per poche persone è la garanzia affinché ogni fotografo riesca a portare a casa scatti di cui essere fiero. Inoltre l’ambiente è più rilassato rispetto al workshop. Così diventa anche facile conoscere e legare con altri colleghi con i quali confrontarsi e dai quali imparare trucchi e nozioni.

I vantaggi del Modelsharing

I vantaggi del modelsharing sono di varia natura, tra questi i primi sono di natura economica. Infatti “condividere la modella (o il modello)” significa anche dividere le spese relative al suo lavoro e al noleggio dello studio. Per avere un’idea più chiara a riguardo facciamo un esempio con lo studio fotografico Garnet Creative Studio.


Durante i giorni festivi e feriali il costo del noleggio, prima delle 17, si aggira attorno ai 30€ e il minimo di prenotazione è di 2 ore. Così facendo sono 60€ ed è esclusa la tariffa per la modella e/o quella di un fotografo professionista che ti aiuti a gestire le luci. Invece prendendo a esempio il nostro ultimo modelsharing, per 3 ore di noleggio, 2 modelle, l’attrezzatura professionale (flash e luci) presenti e la presenza di un fotografo professionista pronto ad aiutare il costo è di 70€. Appunto perché le spese fisse vengono suddivise tra i vari partecipanti. Ogni fotografo quindi può sfruttare l’occasione per fare pratica e aggiornare il portfolio spendendo poco e ottenendo ottimi scatti.


In ultimo, come anticipato anche sopra, noi scegliamo di permettere la partecipazione a un numero limitato di fotografi. Grazie alla decisione ogni persona riesce a scattare con serenità e vivere a pieno l’esperienza insieme ad altri colleghi presenti con lo stesso scopo.


Posso partecipare a un modelsharing anche se sono un fotografo principiante?

Il modelsharing è perfetto sia per fotografi alle prime armi sia per fotografi più esperti che vogliono ottenere molto con poca spesa. Se sei un principiante inoltre è un’occasione preziosa, perché durante le ore di condivisione dello studio conosci altri fotografi che saranno di sicuro disponibili a darti consigli e aiutarti a crescere come fotografo.


Se non hai mai partecipato a un modelsharing puoi controllare la nostra pagina: workshop e corsi. Trovi tutti gli eventi che organizziamo ai quali puoi prendere parte.


 

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Fotografia in bianco e nero o a colori?

Una delle domande che più spesso i fotografi fanno è: questa fotografia è meglio in bianco e nero o a colori? Domanda che di solito viene dopo alla comunissima “post-produzione sì o no?” Per quanto riguarda la seconda domanda hai già trovato la tua risposta se hai letto l’articolo precedente. Quindi ora concentriamoci su due stili fotografici differenti come la fotografia a colori e la fotografia in bianco e nero.


Attenzione: la fotografia in bianco e nero e quella a colori sono due macro settori dei vari stili fotografici. Se sei qui per caso e non sai ancora di cosa stia parlando puoi recuperare subito l’articolo: guida alla fotografia per principianti.

Fotografia in bianco e nero o a colori: quale scegliere?

I gruppi Facebook di fotografi sono pieni di post che ritraggono lo stesso scatto con due lavorazioni diverse, appunto: una a colori e una in bianco e nero. Alla domanda: quale preferite? Le risposte sono vaghe e soggettive. C’è chi preferisce la fotografia a colori e chi la stessa ma in bianco e nero. Eppure i due stili fotografici hanno differenze sostanziali.

Per quanto è vero che alcuni scatti sono belli sia in un modo sia nell’altro, è altrettanto vero che alcune fotografie rendono o solo in bianco e nero o solo a colori. Come puoi quindi scegliere tra i due stili? Quali sono gli elementi che ti possono aiutare a decidere? 

Qual è lo stile preferito?

Un grande fotografo disse: quando fotografi una persona a colori, fotografi i suoi vestiti. Ma quando la fotografi in bianco e nero, tu fotografi la sua anima.

Il bianco e nero è in grado di regalare scatti evocativi ed emozionali, senza dubbio, ma anche i colori riescono a garantirti scatti memorabili. A volte una fotografia in bianco e nero attira l’attenzione più di una a colori perché si discosta dalla visione della nostra realtà. Questo ti costringe a fermarti su ciò che vedi e prestare maggiore attenzione allo scatto. Però i colori sono in grado di creare composizioni allegre, divertenti e piene di dettagli o anche tutto il contrario. Offrono molta creatività.

Quindi al di là del gusto soggettivo ci sono alcune domande che ti aiutano a far pendere l’ago della bilancia verso uno stile piuttosto che l’altro. Iniziare a scattare avendo già in mente se il risultato finale sarà a colori o in bianco e nero può sembrare un dettaglio di poco conto. Ti assicuro che invece è una delle chiavi segrete per ottenere scatti magici e unici. Di seguito le domande da porre a te stesso.

Domande per individuare lo scopo e il messaggio della fotografia:

  • Il colore dominante del set trasmette un messaggio preciso?
  • Togliere il colore fa sparire l’atmosfera o l’emozione della foto?
  • Convertire la scena in bianco e nero fa risaltare l’atmosfera o l’emozione della foto?
  • Qual è il soggetto che deve risaltare?
  • Il soggetto è abbastanza interessante da risaltare anche senza colori?
  • Il carattere dello scatto risalta con il bianco e nero o con i colori?
  • Ci sono contrasti o luci interessanti?
  • C’è una texture o un pattern particolare?
  • La composizione è semplice o complessa?

Se ora ti stai domandando il perché di tutte queste domande, e come ti possono essere utili… Ti rispondo che è il momento di fare maggior chiarezza. Di seguito vediamo quali sono gli elementi che ti faranno tendere verso la fotografia in bianco e nero o quella a colori.


I vantaggi della fotografia in bianco e nero

Come già anticipato la fotografia in bianco e nero costringe l’occhio dello spettatore a fermarsi e prestare attenzione allo scatto. Proprio perché la mancanza di colori si discosta dalla percezione comune della realtà. Quindi un classico ritratto che a colori potrebbe sembrare banale si trasforma in un messaggio potente ed emozionale grazie alla sottrazione di questi.

Con il bianco e nero il fotografo desidera far avvicinare lo spettatore a ciò che sta osservando, in senso metaforico. Uno dei maggiori vantaggi di questo stile fotografico è la mancanza di distrazioni. Le distrazioni di cui sto parlando, l’avrai già intuito, a volte sono proprio i colori.

Cosa vuoi comunicare al tuo spettatore?

Grazie al bianco e nero porti lo spettatore a chiedersi inconsciamente “cosa vuole comunicare il fotografo?” Le emozioni giocano un ruolo importante. Quindi questo vale anche quando il tuo scatto a colori suggerisce un’atmosfera specifica, che però potrebbe non essere quella che tu vuoi comunicare. In un caso come questo il bianco e nero potrebbe rivelarsi la soluzione.

Altri segnali che possono determinare il risultato finale sono le linee, le forme geometriche, i pattern in una composizione. Quando in una tua fotografia ci sono questi elementi e sono predominanti il bianco e nero è lo scatto perfetto per far esaltare ancora di più i giochi di luce, le linee e le forme. Proprio perché in questo caso i colori sarebbero una distrazione. Quando i colori nella tua foto non aggiungono valore in linea di massima puoi farne a meno. 


I vantaggi della fotografia a colori

Parlando invece della fotografia a colori anche qui il tuo scatto può avere una forte componente emotiva. Quando l’atmosfera assume impatto grazie alla scelta di determinati colori il tuo lavoro non ha bisogno di essere convertito. In questo stile fotografico il vero protagonista è proprio il colore.

Dovrai giocare con contrasti e luminosità, valutare i colori primari e secondari per ottenere un lavoro che risalti e catturi lo sguardo dello spettatore. Di certo non è una cosa semplice, ma lo spettatore mostra immediata empatia in uno scatto equilibrato e ben studiato. In una fotografia con il giusto uso dei colori, inoltre, l’occhio che guarda sarà naturalmente attratto anche dai dettagli, dall’ambientazione scelta e tutti gli elementi presenti. Per questo è importante che tu non lasci nulla al caso.



Individua l’emozione principale della foto

Grazie alla sapienza nell’uso dei colori puoi evocare con maggior facilità un’emozione specifica. Per esempio, dei colori freddi come il blu possono evocare scene dai toni malinconici, tristi, od onirici. Dei colori caldi, come il giallo, invece evocano emozioni positive come l’allegria, la felicità.

Nella fotografia a colori devi chiederti qual è la sensazione che vuoi far provare allo spettatore. In seguito ti chiederai se ogni elemento ha la propria importanza e se il soggetto ritratto risalti nel modo che desideri. Se qualche elemento distrae attirando troppo lo sguardo potrebbe essere il caso di lavorare la fotografia in bianco e nero.

Un ultimo aspetto da considerare è che grazie alla fotografia a colori puoi determinare il tuo stile fotografico. Così facendo i tuoi scatti diventano riconoscibili con immediatezza. La scelta di un preset, che puoi creare tu stesso, diventa la tua firma distintiva. Puoi vedere molti esempi di ciò che intendo. Te ne lascio uno qui sotto. Puoi ben comprendere che la scelta dell’uso di determinati colori, toni, contrasti faranno pensare allo spettatore: questo scatto è senza dubbio di nomefotografo. Ancor prima di leggere il nome!



Cosa veicola la fotografia: emozioni e atmosfera

Emozioni e atmosfera, le abbiamo già nominate nel corso dell’articolo, ma è importante puntare l’attenzione su queste ancora una volta. Una fotografia può sempre essere una porta aperta verso un nuovo o conosciuto mondo interiore.

Il che significa che i sentimenti evocati nello spettatore sono il culmine dell’uso sapiente delle tecniche e degli stili fotografici. Per raggiungere la fotografia perfetta devi allenare sia l’occhio, sia il pensiero, sia il cuore. È facile cadere in errore e pensare per esempio che un paesaggio debba essere a colori, e in automatico farà vivere un’esperienza allo spettatore.

Ti porto un esempio che ti fa comprendere quanto tutto possa essere relativo, e quanto sia importante sperimentare e osare. Ansel Adams è stato un famoso fotografo di paesaggi… In bianco e nero. Lui stesso disse delle sue opere: molti ritengono che le mie immagini rientrino nella categoria delle foto realistiche, mentre di fatto quanto offrono di reale risiede solo nella precisione dell'immagine ottica; i loro valori sono invece decisamente distaccati dalla realtà.

Per scoprire di più leggi: 10 fotografi che hanno fatto la storia.

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Fotografia in bianco e nero o colori: qual è la più difficile?

La fatidica domanda: è più difficile la fotografia in bianco e nero o la fotografia a colori? 

La risposta univoca non esiste, ma ci sono degli aspetti importanti da tenere in considerazione:

  • I colori richiedono la conoscenza della teoria dei colori
  • Usare i colori nella foto significa avere molte più informazioni alle quali prestare attenzione
  • Le tecniche di editing per i colori sono pressoché infinite
  • Gli errori con i colori sono più evidenti e distraggono molto
  • Gli errori nel bianco e nero sono meno fastidiosi all’occhio dello spettatore
  • L’uso del bianco e nero richiede sapienza sulla composizione, luci e contrasti
  • Nel bianco e nero bisogna lavorare bene i contrasti per non rendere la foto piatta
  • Nel bianco e nero bisogna saper bilanciare correttamente il punto di bianco che farà tutta la differenza nella foto

Conclusioni

Tirando le conclusioni sia la fotografia in bianco e nero sia la fotografia a colori sono artistiche, emozionali, creative e d’impatto. Nessuna delle due è meglio dell’altra in termini assoluti, ma una può essere preferibile all’altra in termini di scopo fotografico. 

Ogni stile raggiunge i desideri del fotografo in modo diverso. Gli elementi che dovresti sempre considerare prima di scegliere sono: qual è il soggetto della foto, cosa vuoi comunicare, gli elementi di distrazione, le linee e i pattern e l’atmosfera che vuoi evocare. Inoltre, come ogni fotografo, puoi scegliere se lavorare sempre solo con uno stile o alternare in base al tuo scopo.

Potrebbe interessarti anche: idee per foto, quando manca l’ispirazione.

Hai bisogno d’aiuto con la post produzione delle tue fotografie? Richiedi informazioni per le lezioni individuali, oppure partecipa a uno dei nostri workshop in compagnia di altri fotografi.

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Fotografia in bianco e nero o a colori?

Come iniziare a fotografare: 10 consigli per principianti pt.1

Approcciarsi al mondo della fotografia può sembrare complicato e faticoso. Ti sarai chiesto anche tu, da fotografo principiante, come iniziare a fotografare con il giusto metodo per ottenere gli scatti che tanto sogni. Guardi i lavori dei fotografi professionisti e ti chiedi come sono riusciti  a raggiungere un livello così alto e come puoi ottenere dei risultati altrettanto strabilianti.

Ci sono tecniche fotografiche, regole da studiare, settaggi da imparare e molto altro, ma… In questo articolo ti offro 10 consigli che puoi applicare da subito per creare finalmente le foto che desideri senza dimenticare il divertimento. 10 consigli che ogni fotografo professionista ha applicato per riuscire a fare il salto di qualità a cui anche tu aspiri.

10 consigli per iniziare a fotografare come un professionista

Tieni la macchina fotografica sempre a portata di mano

Il primo consiglio è il più semplice. Come iniziare a fotografare in modo superlativo se non hai con te la tua macchina fotografica quando serve? Abituati a portarla sempre con te, perché anche solo passeggiando per le vie della tua città potresti trovarti davanti a una scena che merita di essere immortalata. Attenzione: non deve per forza essere una macchina fotografica professionale all’inizio, va bene anche una classica macchina fotografica tascabile. Allenati a guardarti attorno e scovare momenti che puoi fotografare.



Lo sfondo è importante tanto quanto il soggetto

Un errore davvero comune per i fotografi principianti è proprio quello di ignorare l’importanza dello sfondo. Prestargli invece attenzione può farti ottenere dei risultati che mai immagineresti. Ricordati sempre che il soggetto che fotografi è importante tanto quanto lo sfondo. In particolare lo sfondo può: distrarre dal soggetto o farlo risaltare. Quando stai per scattare quindi poni attenzione a ciò che sta dietro e da parte al tuo soggetto e chiediti: lo valorizza o distrae l’attenzione?

Se ami scattare al chiuso, per esempio all’interno dello studio fotografico, dai un’occhiata a questi fondali fotografici italiani dipinti a mano: Creative Drops. Ti assicuro che riusciranno a esaltare il tuo soggetto donandoti anche uno scatto unico e originale.

Tutto è luce: allenati a vederla

La luce ha molta importanza in qualsiasi fotografia tu voglia creare. Hai per esempio mai notato come un volto trasmetta un’atmosfera diversa in base a se illuminato dalla Tv o dal sole? Oppure quanto cambi uno stesso paesaggio se visto all’alba o al tramonto? Allenati a vedere la luce e come questa avvolge la scena che hai davanti. Di conseguenza noterai anche ombre e forme diverse di volta in volta. Anche un soggetto banale può diventare sorprendente con la giusta luce.

I tuoi scatti sono come il buon vino

Ogni volta che scatti hai la voglia immediata di riguardare ciò che hai catturato e decidere su due piedi se è buono oppure no. Facendo così potresti non riconoscere un eccellente lavoro e cancellarlo per sbaglio. A volte sei talmente connesso emotivamente alla tua fotografia da non riuscire a osservarne ogni dettaglio. Tratta le tue foto come fossero del buon vino. Lasciale invecchiare per qualche giorno e riguardale con un occhio distaccato. Ti sorprenderai nello scovare scatti magnifici che avresti voluto cancellare.

Come iniziare a fotografare se non con il cuore?

Come ben sai la fotografia richiede competenze tecniche e studio, ma come inizi a fotografare se prima non allinei il tuo cuore all'obiettivo? Lo disse anche Henri Cartier-Bresson: fare una fotografia vuol dire allineare la testa, l’occhio e il cuore. È un modo di vivere.

Puoi studiare a memoria tutta la teoria che vuoi, ma se non metti emozione in ciò che fai il risultato sarà sempre piatto e noioso. Usa la fotografia per raccontare emozioni, le tue o quelle del tuo soggetto, e vedrai che i tuoi scatti fotografici assumeranno un altro aspetto.

Chiediti sempre: perché?

Ogni fotografo professionista o amatoriale ha scopi diversi quando fotografa. C’è chi desidera imprimere la realtà così com’è e chi ha un approccio da sognatore. Chiediti: perché voglio fotografare? Cos’è per me la fotografia? Cosa voglio fotografare? Ti possono sembrare domande banali, eppure avere chiara la tua motivazione ti aiuta ad avere un approccio alla fotografia personale e unico, che nessun altro potrà copiare. Inoltre scattare diventerà più facile perché non ti distrarrai con ciò che non ti interessa.

Sei meno limitato di quel che credi

Un errore che vedo commettere spesso tra i fotografi è quello di andare sempre alla ricerca dell’ultimo modello di macchina fotografica uscito, comprare mille obiettivi diversi che poi non verranno usati… La verità è che la tua attrezzatura conta fino a un certo punto. Tutta la differenza la fa il come la usi. Quindi inizia a prendere confidenza con ciò che hai e con gli spazi che ti circondano quando scatti. Muoviti, spostati, cambia prospettiva e vedrai che una singola macchina fotografica può regalarti scatti illimitati.



Dimentica la perfezione tecnica

Sei all'inizio del tuo percorso, giusto? E allora dimentica la tecnica per un attimo. Su quella ci lavorerai dopo. Come ti ho suggerito nel consiglio n.5, prima di tutto devi lavorare sulla parte emotiva. Ci sono numerosi scatti di fotografi che hanno fatto la storia che presentano imperfezioni o errori tecnici. Eppure la qualità artistica è talmente alta che l’occhio dell’osservatore a malapena se ne accorge.

Leggi anche: 10 fotografi che hanno fatto la storia

Cattura e crea istanti, non semplici fotografie

C’è una piccola differenza tra creare una foto e fare una foto. Fare una foto significa semplicemente mettere a fuoco il soggetto e scattare. Creare una foto significa imprimere ciò che provi, ciò che vedi tu come essere umano. Mettiti nei panni di una persona che crea e rimodella. Cambia il tuo modo di pensare e di approcciarti alla fotografia. Sii personale e non oggettivo.

Rompi gli schemi

Essere fotografo deve essere prima di tutto divertente. Datti la possibilità di vivere la fotografia con leggerezza e spensieratezza, i risultati che tanto sogni arriveranno. Sii libero e creativo e rendi anche le tue foto tali. Per esempio potresti trovarti davanti a un pattern interessante che ha una sua continuità: perché non sorprendere l’osservatore e rompere quello schema? Ricordati: non hai limiti nella fotografia.



Come iniziare a fotografare: riassunto dei 10 consigli per fotografi principianti da mettere in pratica subito

Eccoti a portata di schermo i 10 consigli per iniziare a fotografare scene uniche, personali ed emozionali:

  • Tieni la macchina fotografica sempre a portata di mano
  • Lo sfondo è importante tanto quanto il soggetto
  • Tutto è luce: allenati a vederla
  • I tuoi scatti sono come il buon vino
  • Come iniziare a fotografare se non con il cuore
  • Chiediti: perché
  • Sei meno limitato di quel che credi
  • Dimentica la perfezione tecnica
  • Cattura e crea istanti, non semplici fotografie
  • Rompi gli schemi

Ora che hai fatto tuoi i 10 consigli per fotografie strabilianti voglio darti 2 bonus: impara ad amare i tuoi errori ed entra in contatto con altri fotografi.

Sbagliare è umano e ogni errore che commetti ti porta a crescere e migliorarti sempre di più. Fotografare può essere un’attività solitaria, ma anche confrontarsi con altre persone che hanno la tua stessa passione ha i suoi vantaggi. Si impara più dagli altri che dai manuali di fotografia.

E se proprio non sai a chi rivolgerti o con chi scattare…
Contattaci cliccando sul tasto qui sotto. Organizziamo
workshop e corsi individuali di fotografia!

P.S. Leggi anche la seconda parte "10 consigli per fotografi principianti - pt2"

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Come iniziare a fotografare: 10 consigli per principianti pt.1

Post produzione fotografica: sì o no?

Uno degli argomenti più dibattuti di sempre: la post produzione nella fotografia è necessaria o snatura una foto? C’è chi brandisce alta la spada della foto più vicina alla realtà possibile, e chi, d’altra parte, reputa la post produzione un passaggio fondamentale e obbligatorio. Ti basta entrare in un qualsiasi forum fotografico per trovare una discussione in merito. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza insieme. Partiamo da una base: a cosa serve la post produzione? In seguito andiamo a capire quando e come utilizzarla.

Post produzione fotografica: cos’è?

La post produzione fotografica è quel processo di miglioria o modifica di una fotografia. Oggi si usano software appositi, come Photoshop, Lightroom, Capture One. Questi sono alcuni degli strumenti disponibili, ma con una piccola ricerca online ne puoi trovare svariati altri. A questo punto una domanda che sorge spontanea è: ma prima dell’avvento del digitale, si post produceva? E se sì, come?

La prima post produzione fotografica

Qui entriamo subito nel merito del nostro articolo. Molti fotografi credono che una foto non debba essere ritoccata in alcun modo, perché i veri fotografi, quelli che hanno fatto la storia, riuscivano a produrre scatti perfetti dal solo uso della macchina fotografica. Sarà vero? Scopriamolo insieme.

Pellicole fotografiche

Prima dell’avvento del digitale si usavano le pellicole fotografiche. La fotografia poi veniva sviluppata in camera oscura. Ma partiamo dall’inizio. Esistevano pellicole fotografiche molto diverse tra loro, esempio Fuji Provia, Astia, Velvia, ecc. 

Ogni pellicola fotografica aveva rese cromatiche diverse e peculiarità riguardo grana, contrasti ecc. Il fotografo quindi sceglie la giusta pellicola in base allo scatto che voleva ottenere, o in base allo stile che il fotografo aveva. Già qui dovresti aver capito che i puristi della fotografia non sono mai esistiti. Proprio perché era fisicamente impossibile lavorare con strumenti neutri.

Secondo step: la camera oscura. La fotografia prende forma e diventava visibile grazie alla camera oscura. E in camera oscura, forse questo ti sorprenderà, si post produceva. Puoi vedere 2 esempi, di scatti famosi, in fondo all’articolo.

I file digitali sono neutri?

Arrivati a questo punto abbiamo chiaro che la post produzione fotografica è sempre esistita. Ora però dobbiamo fare un’ulteriore specifica. Di sicuro ti è capitato di sentire uno o più fotografi dire che non post producono, che la foto per loro deve essere più vicina alla realtà possibile: ma quale realtà?

Negli anni gli strumenti dei fotografi sono cambiati innumerevoli volte. Nonostante questo le pellicole fotografiche hanno qualcosa in comune ai file digitali elaborati dalle moderne macchine fotografiche. Se non sei alle prime armi di sicuro l’hai notato anche tu. Basta cambiare macchina, obiettivo, marca della macchina e lo scatto che ottieni è sempre diverso.

In particolar modo se ti è capitato di passare da Nikon a Canon, o da Canon a Sony ecc. Sai che ogni marca ha rese cromatiche e particolarità diverse. Come appunto avveniva per le pellicole fotografiche. Quindi quando si tratta di rappresentare la realtà ci dobbiamo ricordare che la realtà, attraverso la macchina fotografica, è sempre relativa.

Raw e Jpeg: le differenze nella post produzione fotografica

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la differenza sostanziale tra file RAW e file JPEG. Il file Raw è un file grezzo, in poche parole, che deve essere poi elaborato con dei software di ritocco fotografico. Il file Jpeg, invece, è un file già elaborato dalla macchina fotografica. Questo, in poche parole, vuol dire che se scegli di scattare in Jpeg, la post produzione non la fai tu, ma la fa la macchina fotografica.

Più andiamo avanti in questo articolo più ti rendi conto anche tu che la post produzione è un elemento imprescindibile nella fotografia. L’altra domanda da porsi ora è: quando la post produzione è eccessiva?

Post produzione: o ogni scopo la sua post-produzione

La fotografia è un atto personale, anche quando si tratta di fotografia documentaristica è il fotografo a decidere cosa imprimere e cosa no. Tutto ciò dipende dalla sensibilità della singola persona. Piccola parentesi: la fotografia documentaristica non prevede post produzione manuale, il lavoro che ottieni dipende dalla macchina fotografica e dall’obiettivo. Questo almeno se vuoi essere pubblicato sulle riviste del settore.

Fatta questa piccola premessa, anche la post produzione è personale. La fotografia è un’arte. Ogni fotografo è un artista. Ogni artista ha emozioni, visioni e scopi diversi. Per questo non c’è un vero limite alla tecnica della post produzione. Ogni persona è libera di lavorare uno scatto come e quanto vuole. L’importante è sempre far in modo che il lavoro finito sia armonioso e privo di errori grossolani.

Conclusione: post produzione fotografica sì o no?

La risposta già ce l’hai, grazie alla lettura di questo articolo. Per noi è sempre un grande sì, la post produzione è necessaria per rendere uno scatto unico e personale. Quando lavoriamo con modelle e modelli ogni fotografia è diversa, perché i soggetti stessi sono persone uniche e speciali. Per questo i software di fotoritocco sono essenziali per far emergere la personalità dei soggetti ritratti

Hai la libertà totale di post produrre le tue foto come e quanto vuoi, senza sentirti in colpa. Non stai tradendo il mondo della fotografia, te lo assicuro. Anzi, stai apportando la tua particolare visione e la tua firma in un mondo artistico che viene continuamente arricchito. Qui sotto ti lascio alcuni esempi di foto post prodotte da noi, oltre agli esempi di post produzione da camera oscura di cui ti avevo parlato all’inizio.

 


 
P.s. Hai appena iniziato a mettere mano ai programmi di fotoritocco o vuoi acquisire nuove abilità? Organizziamo corsi di post produzione per principianti e non.

Contattaci per avere maggiori informazioni. Puoi richiedere il corso individuale di post produzione o richiedere una sessione di scatti, con una modella professionista, in più al corso di post produzione.

 

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Post produzione fotografica: sì o no?

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